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Percepire ed esprimere le proprie emozioni.

 







Le 3 A per essere fedeli a NOI STESSE: autoascolto, autoconsapevolezza e autenticità

Essere fedeli a noi stesse, alle volte sembra un impresa titanica.
Abbiamo mille impegni , e ci sentiamo responsabili della qualità di vita dei nostri cari.
Teniamo molto anche alla nostra professione.
E ci impegniamo per assolvere bene ogni ruolo in cui ci identifichiamo, con responsabilità.

Risultato?
Ci sentiamo spesso frustrate e stressate perché nessuno ci capisce! Non riusciamo a farci ascoltare,
a sostenere le nostre ragioni,
a far apprezzare il nostro impegno quotidiano
Il tempo che dedichiamo a noi stesse, ai nostri hobby, al relax. a una passeggiata in solitudine è sempre più ridotto.
I nostri desideri, le nostre passioni vengono compresse,.
Stiamo forse rinunciando ad essere fedeli a noi stesse?
Questa è una importante constatazione, è AUTOCONSAPEVOLEZZA.
Può essere scoraggiante accorgerci di questo.
Ma è il primo passo necessario per poter  rimediare.
Quando questo accade dobbiamo renderci conto che CI SENTIAMO MALE.
E più RIUSCIAMO a SENTIRE questo MALESSERE, più questo momento può rappresentare un'occasione per RICOMINCIARE  a VIVERE . un punto di svolta verso la LIBERTA'!

Esprimere le emozioni , attraversare con tutto il nostro essere l' esperienza dell' espressione emotiva è molto importante.
E tuttavia nell' accezione comune esistono modalità espressive buone e cattive, convenienti e sconvenienti, opportune ed inopportune. Come ho già spiegato in ''Maschere'' di cui ho riportato il link alla fine dell' articolo ,l' abitudine a NON ESPRIMERE e REPRIMERE la nostra verità interiore è dannosa.
Perché mette in scacco la più importante delle nostre forme di autoconsapevolezza, quella emotiva. Quando siamo scollegati dalla nostra verità è evidente che non possiamo esprimerla. E, anche le emozioni che affiorano, non sono autentiche.
Qui so che molte non capiranno. La ragione per cui non sono autentiche è che non scaturiscono dalla parte autentica di noi, ma dal vestito, o maschera che abbiamo imparato ad indossare e con cui ci identifichiamo.
Quando ci identifichiamo con le nostre maschere, le nostre reazioni emotive , anche la rabbia, la tristezza, sono dettate dall' esigenza di conservare la nostra pseudo-identità.
E come si arriva ad entrare in contatto con le nostre emozioni autentiche.
Spesso sono così nascoste dentro di noi che non riusciamo più a sentirle.
Fermiamoci qua per il momento, partiamo dalle emozioni che sentiamo: iniziamo a crearci uno spazio privato in cui agirle. Questo può produrre molto più effetto su di noi che agirle verso qualcuno.
Può aiutarci a capire che dobbiamo col tempo diventare capaci di decidere e scegliere prima di trovarci al punto in cui possiamo soltanto esplodere, perdere la pazienza e con essa anche il nostro POTERE PERSONALE.



L' ideale è riservare pochi minuti al giorno per fare una sorta di CHECK-UP emotivo.

Come mi sento oggi?
C' è qualcosa di irrisolto che mi trascino dal giorno prima?
Come sta il mio corpo?
Se qualche sospeso emotivo è presente invece di ignorarlo o ragionarci sopra prendiamoci la briga di portarlo nel corpo ed esprimerlo.
Qualcuno ci ha fatto arrabbiare, qualcun' altro non ci ha visto o ci ha offeso?
Coraggio, facciamo quello che avremmo voluto fare se non esistessero le cosiddette convenzioni sociali.
Possiamo piangere, urlare, prendere un cuscino a cui tirare pugni , oppure saltare atterrando rumorosamente ed affermare:
- ''Ci sono, mi vedi?''
oppure
-''Io non ci sto, non sono d' accordo, mi oppongo, mi ribello''
o semplicemente affermiamo con voce decisa
-''NO'' !
quel no che avremmo voluto ma non siamo riuscite a dire.

Portiamo l' esperienza sino in fondo, sino a quando sentiamo che il corpo si è scaricato.

Perché è utile fare questo?
Anzitutto perché evita di accumulare tensioni e congelamenti muscolari, che ,oltre ad essere responsabili di dolorose contratture, ci sottraggono molta energia.
E perché crea i presupposti per una inversione di tendenza.
Più ci assumiamo la responsabilità delle nostre emozioni, più ci alleniamo a sentirle, meno abbiamo bisogno di aderire alle maschere che ci siamo create.

Il viaggio alla conquista della propria autenticità comincia così! E come tutte le conquiste è faticoso, e presuppone la disponibilità ad ascoltare il nostro dolore, la nostra frustrazione la nostra rabbia.

Il PRIMO ATTO DI RESPONSABILITA' CHE DOBBIAMO A NOI STESSI E' QUELLO DI APRIRCI AL SENTIRE.

Riuscire a fare questo quotidianamente significa liberare una grande quantità di energia che può essere utilizzata per uno scopo piu nobile di quello di sostenere la nostra non autenticità.

Ti consiglio la lettura di questo post:

"Maschere"

https://artiolistiche.blogspot.com/2021/02/maschere.html

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